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Non qualcosa, ma Qualcuno: chi aspetta il nostro cuore?



Carissimi fratelli e sorelle,


nella vita di ogni giorno siamo sempre in attesa di qualcosa: che passi un problema, che arrivi una risposta, che cambi una situazione. E intanto il cuore si stanca. Il Natale ci ricorda che, dentro tutte queste attese, c’è Qualcuno che ci aspetta da sempre: Dio.


Siamo arrivati all’ultima domenica di Avvento. Mancano pochi giorni al Natale. Le case sono illuminate, i regali quasi pronti, le tavole si stanno organizzando. Eppure la Parola di Dio oggi ci invita a fermarci un momento, a fare silenzio, per chiederci: chi stiamo davvero aspettando?


Il Vangelo ci presenta l’incontro tra Maria ed Elisabetta: due donne, due maternità inattese, due storie attraversate da Dio. Maria non rimane chiusa in se stessa dopo l’annuncio dell’angelo. Si mette in cammino, in fretta, verso la montagna, per andare incontro a Elisabetta. Porta con sé un segreto immenso: Dio abita nel suo grembo. Ma non lo tiene per sé. Lo porta agli altri.


E appena Maria arriva, succede qualcosa di straordinario: Elisabetta si sente visitata da Dio, e il bambino sussulta di gioia nel suo grembo. La presenza di Gesù, anche ancora nascosto, porta gioia, luce, vita. È questo il segno vero del Natale: Dio che viene non fa rumore, ma cambia i cuori.


Elisabetta esclama: “A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me?” È la meraviglia di chi si sente raggiunto da Dio senza merito. È una domanda che possiamo fare anche noi: perché il Signore viene da me, proprio nella mia vita, così com’è? La risposta è semplice e straordinaria: perché ci ama.


La prima lettura ci ricorda che Dio sceglie ciò che è piccolo: Betlemme, un villaggio insignificante, diventa il luogo da cui nasce il Salvatore. Dio continua a scegliere la piccolezza: una casa semplice, una famiglia fragile, un cuore disponibile. Non cerca perfezione, ma accoglienza.


E la lettera agli Ebrei ci dice che Gesù viene per fare la volontà del Padre, non per riti vuoti, ma per donare se stesso. Il Natale non è solo una tradizione da ripetere, ma una presenza da accogliere.


In questi ultimi giorni prima del Natale, Maria ci insegna tre cose preziose:


• mettersi in cammino, uscire da sé, non restare bloccati nelle proprie paure;

• portare Cristo agli altri, con piccoli gesti di attenzione, una visita, una parola buona, una riconciliazione;

• credere che Dio è già all’opera, anche quando non lo vediamo chiaramente.


Forse qualcuno di noi vive un Natale difficile: una solitudine, una malattia, una preoccupazione. Il Vangelo di oggi ci dice che Dio non passa oltre. Viene proprio lì, dove siamo, e porta una gioia che non è assenza di problemi, ma presenza di amore.


Chiediamo allora al Signore, per intercessione di Maria, un cuore pronto ad accoglierlo. Che questo Natale non sia solo “festeggiato”, ma vissuto. E che anche attraverso di noi, come per Maria, altri possano riconoscere che il Signore è vicino.


Amen.


-Padre Reegan Morais OMD,

Parroco, Comunità Parrocchiale di San Giovanni Leonardi, Arcidiocesi di Lucca.



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